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mercoledì, gennaio 31, 2007 “Dietro a un grande uomo c'è sempre una grande donna” (detto popolare)A volte anche dietro a un piccolo uomo. profumo di Cacao, alias beatrice1973 | 13:28 | commenti (9) lunedì, gennaio 29, 2007
Anticonformista, spregiudicata, talentuosa e libera! Mi son sempre piaciuti gli artisti così, per cui ho in agenda da un bel po’ la visita alla mostra dedicata alla celebre icona dell’Art Déco. Figlia di un ricco ebreo russo e di madre polacca, la Lempicka (Varsavia 1898 – Cuernavaca 1980) sfuggì alla rivoluzione russa e arrivò esule a Parigi con pochi averi e un marito senza voglia di lavorare. Presto si diede all’arte, sfondando nell’ambiente aristocratico grazie ai suoi straordinari ritratti. Stando alle cronache di allora, di girono dipingeva e di notte si dava alla cocaina e all’amatissimo champagne, frequentando le feste più mondane e concedendosi numerose avventure galanti, sia con maschi che con donne. Divertente resta l’episodio legato a D’Annunzio, ben raccontato dal sopraccitato V.F.: “Il resoconto dettagliatissimo si trovava nei diari inediti annotati da Aèlis Mazoyer, governante e tenutaria dell’harem privato del poeta. Sia ben chiaro, tra Tamara e Gabriele accadde poco. Lei voleva fargli il ritratto a ogni costo per farsi pubblicità. Lui in cambio voleva una cosa sola, il suo solito chiodo fisso. Ma Tamara era una donna moderna, troppo libera e arrivista, che poco aveva in comune con le sultane dannunziane che spoltronivano ansimando, su languidi cuscini. Inizialmente lei si negò per paura di beccarsi la sifilide, infine ci ripensò, ma non volle baciarlo sulla bocca perchè le faceva schifo la dentatura cariata del poeta. Per farlo ancora più strano, lui la portò in aeroplano, ma lei si beccò una raffreddatura. Stesa a letto con la febbre, lui le stette addosso spennellandola col sesso turgido, finché lei gli disse secca: “Ma perché mi fate tutte queste porcherie?” Smontato all’istante, ritentò un altro attacco la notte dopo, portandosi appresso il suo usuale kit di supporto alle avventure amorose. Si tolse il pigiama per mostrarsi nudo, nel sui fin troppo maturo splendore, e cercò di saltarle addosso, ma lei si lasciò sfuggire: “Forse ha evitato di nominare il ritratto perché non sa i miei prezzi”. Fu la goccia che fece traboccare il vaso. Dopo averle urlato: “Signora, osate parlare così a Gabriele D’Annunzio?”, svanì con la cartella sottobraccio. Il giorno dopo Tamara fu invitata cordialmente ad andarsene. Ma la Mazoyer, nel suo diario, ci tenne a precisare che “la polacca” non restituì al Vate i gioielli ricevuti in dono, del valore di circa 25.000 Lire (almeno 15.000 Euro di oggi). Compreso un anello con un enorme smeraldo che D’Annunzio le fece recapitare a Milano assieme a una pergamena con una poesia composta per lei, a noi purtroppo non tramandata. Tamara, per vezzo, l’avrebbe sfoggiato all’anulare sinistro fino alla fine dei suoi giorni..” Nel caso in cui qualcuno avesse voglia di unirsi, se tutto va bene sarò a Sad Milan per la mostra in questione la mattina di SABATO 11 FEBBRAIO. Sadmilanesi, siete pregati di farmi trovare cielo azzurro e sole, anche timido. Non la neve e il paciugo dell’anno scorso, grazie!!!! profumo di Cacao, alias beatrice1973 | 13:22 | commenti (10) sabato, gennaio 27, 2007 Il 27 gennaio del 1945 furono abbattuti i cancelli del lager di Auschwitz. Il 27 gennaio è il “Giorno della Memoria”. Per non dimenticare. “Nel campo di concentramento diventano ossessivi i pensieri di cibo o di piatti speciali che si presentano solitamente al prigioniero non appena ha un attimo di respiro, quando ha la coscienza abbastanza sgombra. Così è ben comprensibile che proprio i migliori tra noi, sospirassero ardentemente il momento in cui sarebbero tornati a un vitto abbastanza normale, non perché desideravano mangiare bene, ma perché cessasse una buona volta questo stato indegno d’un uomo, nel quale non si poteva pensare a null’altro, se non al cibo. Chi non conosce la fame, per averla provata di persona, trova assai difficile capire i conflitti interni e le lotte di volontà che agitano un affamato, logorando il suo spirito. Chi non ha avuto nessuna esperienza di questo genere, non riesce a comprendere che cosa significa stare in un fosso, lavorare con il piccone, e nel frattempo tendere l’orecchio per sentire se la sirena annuncia le 9 e mezzo, o le 10; aspettare sempre che arrivi mezzogiorno, la mezz’ora di riposo e la distribuzione del «pane» (almeno, finché vi fu ancora una distribuzione); chiedere sempre l’ora al capo operaio, se non è un uomo insopportabile, o a un civile di passaggio, e tastare teneramente, con le dita irrigidite dal gelo (nessuno possiede guanti), un pezzetto di pane riposto nella tasca della giacca, prenderne una piccola parte, portarla alla bocca, e poi, con un ultimo sforzo di volontà, lasciarla ricadere nella tasca, perché quel mattino ci si era giurati di resistere fino a mezzogiorno. Ci impegnavamo in lunghissime discussioni, sulla logica o sull’irragionevolezza di certi criteri per suddividere la piccola razione di pane, che nell’ultimo periodo era distribuita una sola volta al giorno. Vi erano, a questo proposito, due grandi gruppi. Alcuni credevano meglio mangiare subito tutto; ciò recava un duplice vantaggio: si poteva placare almeno una volta al giorno, sia pure per pochissimo, la fame più tremenda, e non si doveva temere di essere derubati, o di perdere la razione in qualche altro modo. Il partito contrario portava altri argomenti. Per quanto mi concerne, mi aggregai a quest’ultimo partito. Avevo un mio motivo personale: di tutte le 24 ore della giornata nel Lager, il risveglio era il momento peggiore. Quando tre fischi acuti, con l’ordine « alzarsi », ci strappavano senza misericordia, nel cuore della notte.[…] L’apatia e l’indifferenza d’animo s’impadroniscono del prigioniero,durante la sua permanenza nel Lager, facendo precipitare tutta la sua vita spirituale a un livello primitivo, rendendolo oggetto abulico del destino e dell’arbitrio delle sentinelle, tanto che egli avverte una profonda ritrosia a prendere in mano il suo destino, a stabilire una qualsiasi decisione. L’apatia ha certo altre cause, e pertanto non la si può intendere solo nel senso di meccanismo autodifensivo della psiche. Nasce anche dalla condizione fisica dell’internato. Questo vale anche per l’irritabilità che — accanto all’apatia —rappresenta uno dei caratteri più appariscenti della psiche dei prigionieri. Tra i molti fattori causali fisici, i principali sono la fame e la mancanza di sonno. Sappiamo bene che questi due motivi rendono l’uomo, già nella vita normale, apatico e irritabile. Nel Lager, poi, la mancanza di sonno è dovuta in parte anche alla terribile piaga degli insetti, causata dall’incredibile quantità di persone stipate nelle baracche e dalla più assoluta mancanza d’igiene che si possa immaginare. L’apatia e l’irritabilità hanno però anche un ulteriore fattore causale: l’abolizione di quei veleni della civiltà che hanno il compito di attenuare proprio l’apatia e l’irritabilità: l’abolizione, cioè, di nicotina e caffeina. Così apatia e irritabilità aumentano ancora. A queste cause fisiche si aggiungono anche i fondamenti psichici del curioso stato d’animo del detenuto, sotto forma di certi «complessi». La maggioranza dei prigionieri è, comprensibilmente, tormentata da una sorta di complesso d’inferiorità. Ognuno di noi è stato, molto tempo fa, «qualcuno» o credeva almeno di essere qualcuno. Ora invece, qui, ci trattano letteralmente come se non esistessimo neppure.” (Viktor Frankl, da “Uno psicologo nei lager”, 1946)
profumo di Cacao, alias beatrice1973 | 09:47 | commenti (6) venerdì, gennaio 26, 2007 “C'era una volta una capra che allevava da sola i suoi sette piccoli capretti. Essa li amava teneramente, ma le davano molte preoccupazioni, perché erano spesso disubbidienti e sbadati. Inoltre temeva sempre per la loro vita, perché questi piccoli imprudenti pensavano solo a giocare, sgambettando senza tregua ai margini della foresta, là dove si aggirava il loro nemico di sempre ed il più sanguinario: il grande lupo. Un giorno prima di andare nel bosco a cercare freschi germogli d'arboscelli per il pasto della sera, la capra radunò i suoi piccoli per metterli di nuovo in guardia” (da “Il lupo e i sette capretti”di Jakob e Wilhelm Grimm) E sono cominciati i primi colloqui coi genitori. E’ un momento molto importante, per me, per capire come sto lavorando con la collega e come i bambini hanno reagito al cambio dell’insegnante. L’iniziale bilancio è molto positivo, perchè è bello sentire che i bimbi vengono a scuola volentieri, trovando un clima positivo e accogliente. Grande successo stanno riscontrando le fiabe dei Grimm, e di questo siamo molto contente, perché crediamo davvero che siano importanti per lo sviluppo emotivo dei bambini! Ora mi aspettano altri 3 giovedì di colloqui e poi, avanti! Parte la seconda parte dell’anno scolastico, sempre densa di avvenimenti e sfide! profumo di Cacao, alias beatrice1973 | 09:54 | commenti (5) mercoledì, gennaio 24, 2007 “Gli uomini, mentre insegnano, imparano.” (Seneca) A scuola, oltre alle consuete attività didattiche, ai laboratori di musica e psicomotricità, al teatro, con la collega abbiamo deciso di proporre ai bambini la realizzazione di una ricetta al mese. Così, dopo il successo sperato e ottenuto con la pizza, giorni fa abbiamo realizzato una torta. Ogni bambino ha avuto la possibilità di toccare, annusare e manipolare gli ingredienti, offrendo il suo contributo nel versare e mescolare, vivendo, inoltre, un primo approccio spontaneo con il pesare e misurare. Per non parlare della scoperta della lievitazione, vista come una cosa magica! La volta precedente nessuno sapeva dell’esistenza del lievito di birra, mentre questa volta tanti conoscevano il lievito per dolci. Ecco dunque l’occasione per recuperare il vissuto e gli odori precedenti, a confronto con quelli odierni. Sono sorte spontaneamente domande e ipotesi, quasi a costruire un puzzle di conoscenze e credenze. Confesso che a vedere tanti di questi bimbi sempre di fretta, ripenso alla mia fortuna di bimba, quando con mamma cucinavo, andavo a fare la spesa e avevo il tempo di esplorare, senza affanni, il mondo. Ora ‘ste mamme e ‘sti papà son sempre di fretta, che peccato! Ma basterebbe dedicare ai bambini anche solo poco tempo, ma di qualità e in relax. Offrire loro esperienze che crediamo banali, come raccogliere le foglie autunnali, scoprire come sono fatte le piante e gli alberi, piantare un bulbo e osservarlo crescere e mettere tante radichette, cucinare con loro… Cose così. Di fatti noi insegnanti cerchiamo di far vivere ai bambini le esperienze che a casa non riescono a fare. E’ una cosa bellissima, che permette di capire e conoscere i loro pensieri e la struttura del loro pensiero, perché hanno tanto da dire, i bambini, se solo li si sta ad ascoltare! In conclusione: sto insegnando ai miei bambini, ma sto soprattutto imparando da loro. L’angolo della cucina di Cacao Amaro:
TORTA ALL’UVETTA per mdp* Ingredienti: 100 ml di latte, 2 uova, 125gr burro, 120gr zucchero, 1 bustina di zucchero vanigliato, 250gr di farina per dolci , ½ bustina di lievito, 1 pizzico di sale, 6 cucchiai di polvere di mandorle, 125gr uvetta Inserire gli ingredienti con questo ordine nella mdp. Scegliere il programma 6, livello doratura 2, peso 750g (1h e 43’) *macchina del pane. In particolare, questa ricetta è tratta dal ricettario della mia mdp Moulinex profumo di Cacao, alias beatrice1973 | 13:29 | commenti (5) martedì, gennaio 23, 2007 “Non lasciamoci impressionare da quelli che ci dicono: la vita del mondo e dell'umanità è più brutta oggi che ieri; non ne sono molto sicuro. Il bene fatto dalle moltitudini non ci viene raccontato... Facciamo quello che dipende dal nostro piccolo impero: ognuno nel posto in cui è. Non sarà molto, ma con lo stesso ideale possiamo diventare una forza. Non sono ottimista né pessimista, e penso che un giorno arriverà la fine del mondo. E sono sicuro, ed è la sola cosa importante, che non sarà un fallimento…” (l’Abbé Pierre, 5 agosto 1912 - 22 gennaio 2007) La fortuna della Chiesa cattolica è quella di non avere solo elementi del genere… ![]() …ma, per fortuna, anche così! ![]() profumo di Cacao, alias beatrice1973 | 14:54 | commenti (2) domenica, gennaio 21, 2007 “Nel web possiamo essere chi ci pare e piace...possiamo scegliere l'onda sulla quale cavalcare, il muro dietro al quale nasconderci, i compagni con i quali giocare...ogni atto che compiamo è una scelta, ancor più che nella vita off line...sarà l'aria di presunta libertà che circola, sarà che questo palcoscenico tira fuori la parte istrionica di ciascuno, sarà che le parole scritte liberano una magia insospettabile...va a capire!” (dal blog di Samie) Volevo intitolare questo post: “COME SI CAMBIA”, ma suonava troppo malinconico.Eppure è questa la frase che negli ultimi mesi mi ronza in testa: come cambiano i gusti, le simpatie, i rapporti con gli altri, le passioni! Questo blog ha una certa età: 40 mesi! E manco ho fatto festeggiato per il suo 3° compleanno, segno che, in effetti, non mi importa più tanto. Tre anni…ma sembra passato un secolo. Mi sento così cambiata! Forse perché sono stati tre anni intensi, nei quali ho cambiato più lavori e conosciuto tante persone. Forse perché ho anche fallito nel mio obiettivo iniziale, quello di dimagrire. Che peccato. E’ che non sono più la stessa che ha iniziato a scrivere 3 anni fa. Sono una persona più disillusa, ma anche più matura. Ho certamente meno fantasticherie per la testa, ma altrettante cose concrete che mi assorbono piacevolmente. Di certo è cambiato il mio pormi nei confronti del mondo virtuale. All’inizio il blog e la chat erano quasi una necessità e soffrivo di “astinenza” se non mi collegavo a “chiacchierare” per ore. Mi sembrava tutto così nuovo e eccitante da sembrarmi quella la vita più appagante. Mi collegavo ed era magia! I rapporti che intrecciavo mi parevano così vivi, così squisiti e uniti che tutto, intorno, sembrava meno profondo e autentico! Poi, pian piano le cose si sono normalizzate e ho cominciato a realizzare che la rete è sì ammaliante, ma anche non necessariamente vera. Concordo con quando dice la mia amica Samie, quando parla di maschere che più o meno consapevolmente indossiamo: lo facciamo per piacere di più, per colpire di più, per essere ammirati/coccolati o altro. Nulla di strano: anche nella vita “reale” succede. Solo che in rete la funzione dura di più. C’è un momento, cioè, in cui sembriamo agli altri (e gli altri sembrano a noi) incantevoli, privi o quasi di difetti, certamente affascinanti. Per me questo momento è successo all’inizio, quando quasi ogni persona che incontravo mi pareva eccezionale, o comunque più interessante di chi mi circondava. Questa fase è durata un po’, diciamo pure 6/7 mesi; poi, come gli innamoramenti più clamorosi, le cose si sono mostrate per quelle che erano e le persone idem: umane, non degli angeli perfetti! E così ho ridimensionato certi rapporti e capito che non sono la persona più adatta a mantenere vivi i rapporti on line. Non sono sufficientemente paziente e diplomatica, ad esempio. Poi mi stanco di tessere pubbliche relazioni, lasciare commenti pertinenti o assidui, cercare nuovi lettori. Mi sono anche stancata delle persone che si allontanano o richiudono nel loro guscio. L’ho fatto per troppo tempo, giustificando assenze o silenzi. Ma l’amicizia è biunivoca: va voluta da entrambe le parti e deve prevedere rapporti di scambio. Sennò cos’è? Una seduta psicologica in cui si fa sempre e solo da spalla? Mah! Il blog è stato, per un sacco di tempo, il luogo in cui divertirmi e scherzare, dove scrivere tutto quello che mi passava per la testa. E ‘cipicchia, quanto ho scritto! Tanto, tantissimo, parlando delle piccole mille cose che mi appassionavano: mi pareva di avere a disposizione uno spazio immenso e sconfinato. Finché qualcosa è cambiato. Lo scoprire che, con quanto avevo scritto, avevo ferito e fatto soffrire una persona al di fuori della rete è stato un po’ il momento spartiacque. Diciamo quasi un punto di non ritorno. Dopo lo sconcerto iniziale e la dolorosa presa di coscienza di quanto successo ho ripreso, sì, a scrivere, ma con meno partecipazione e, probabilmente, sincerità: ho avvertito il bisogno di filtrare maggiormente le parole, per il timore di ulteriori fraintendimenti. In un certo senso ho iniziato a voler meno bene al mio povero blogguccio (purino!). Una volta mio marito, allergico a questo mondo virtuale, mi ha detto che secondo lui la gente che scrive su un blog o chatta lo fa per risolvere qualche problema: come voglia di evasione/avventure, bisogno di sfogo da una routine che non soddisfa, desiderio di vincere la noia o la solitudine, voglia di riflettori. All’inizio pensavo di no, ma nel tempo sono arrivata alla sua stessa conclusione. Le motivazioni possono essere tantissime, ma l’urgenza di scrivere e farsi leggere cela sempre un qualche recondito bisogno. Lo stesso era per me, me ne rendo conto. E ora che tanti tasselli sono andati al loro posto, il blog mi pare uno spazio piccolo e insufficiente. Sono davvero cambiata. O forse, più semplicemente, in questo momento la vita “reale” è talmente bella e densa di emozioni, da farmi desiderare meno quest’angolo “virtuale”. Tuttavia ho sempre voglia di sentire e frequentare le persone che in questi anni hanno sopportato le mie assenze, le mie mancanze, le mie malinconie. Sono persone cui voglio sinceramente bene e che sento ormai parte della mia vita di tutti i giorni. Il mio affetto per loro non si misura dal numero dei commenti che lasciano sul blog o dal tempo trascorso in chat: è un voler bene che esula da tutto, è un filo che regge alle distanze solo per il fatto che è un sentimento sincero, privo di interessi e bisogni, proprio come accade tra amici veri. Mi spiace, invece, constatare che alcune amicizie, cui tenevo in particolar modo, non hanno resistito alla prova della lontananza: intendo quella del cuore, non la chilometrica. Mi fanno venire in mente una frase che ho letto tempo fa e che dice: “Tutti abbiamo incontrato lo sguardo di qualcuno e sentito una specie di "riconoscimento" che avrebbe potuto essere l'inizio di un amicizia. Ma poi le luci cambiano, il treno parte, la folla fa ressa tutto intorno...e non sapremo mai.” ( Pam Brown) A chi non è mai capitato? Fa malinconia, ma alla fine va bene così: resta con noi chi ci “riconosce “ e ci vuole bene per come realmente siamo. * “Certenago”, acquarello di H.Hesse
profumo di Cacao, alias beatrice1973 | 17:46 | commenti (10) venerdì, gennaio 19, 2007 “Oggi lo spazio è splendido! Senza morsi né speroni o briglie, via, sul vino, a cavallo verso un cielo divino e incantato! / Come due angeli che tortura un rovello implacabile oh, / nel cristallo azzurro del mattino, seguire il lontano meriggio! / Mollemente cullati sull'ala del turbine cerebrale, in un delirio parallelo, / sorella, nuotando affiancati, fuggire senza riposi né tregue verso il paradiso dei miei sogni” (Baudelaire)E’ ritornato il solo dopo non ricordo quanti giorni di nebbia e cielo grigio. E ci sono quasi 21°, che fa parecchio strano, in Gennaio. Comunque si prospetta un lieto week end. Domattina, poco dopo l’alba, l’amico Andrea ed io ce ne andiamo coi sommelier in gita, a vedere la celebre cantina Masi. Finalmente assaggerò il famoso Amarone! Devo ancora pulire casa, fare il bucato, tornare dal sindacato e poi stop, che il fine settimana abbia inizio! Buon relax a tutti!
![]() profumo di Cacao, alias beatrice1973 | 15:19 | commenti (5) giovedì, gennaio 18, 2007 “Nel mito biblico Eva viene sedotta dal serpente a mangiare del frutto dell’albero proibito. In molte rappresentazioni figurate si vede il serpente con in bocca una mela che si avvicina, subdolo, alla nostra madre primigenia. Nella fiaba dei Fratelli Grimm vediamo la stessa scena in cui una mela viene offerta, nella stessa maniera subdola, ad una giovane donna. La differenza consiste nel fatto che nella scena di Biancaneve, invece del serpente, è la matrigna, una strega, che cerca di sedurre la vergine. In entrambi i casi la conseguenza di questa seduzione sarà la perdizione. Eva viene cacciata dal Giardino dell’Eden e viene condannata al rapporto eterosessuale, alle doglie e al parto (Gn.3/16). Biancaneve muore, e potrà resuscitare solo dopo la deflorazione, che nella fiaba viene simboleggiata dal Principe e il suo bacio.” (cit. tratta da un articolo di Scienza e Psicoanalisi) Tra lavoro, riunioni, consultazioni al sindacato e pc dal dottore, si spiega la breve latitanza. A scuola stiamo leggendo le fiabe dei fratelli Grimm. Ce ne sono di tremende! E alcune delle famose hanno finali splatter, tipo Cenerentola e Biancaneve! “La cattiva donna [la matrigna, n.d.r.] imprecò e il suo affanno era così grande che non poteva più dominarsi. Dapprima non voleva assistere alle nozze; ma non trovò pace e dovette andare a veder la giovane regina. Entrando, vide che non si trattava d'altri che di Biancaneve e impietrì dall'orrore. Ma sulla brace erano già pronte due pantofole di ferro: quando furono incandescenti gliele portarono, ed ella fu costretta a calzare le scarpe roventi e ballarvi finché le si bruciarono miseramente i piedi e cadde a terra, morta” e “Quando stavano per essere celebrate le nozze, arrivarono le sorellastre, che volevano ingraziarsi Cenerentola e partecipare alla sua fortuna. Quando la coppia entrò in chiesa, la maggiore si trovò alla destra di Cenerentola, la minore alla sua sinistra. Allora le colombe cavarono loro un occhio a testa. Poi, all'uscita, la maggiore era a sinistra e la più piccola a destra e le colombe cavarono l'occhio che era rimasto. Così rimasero per tutta la vita cieche, come punizione per la loro cattiveria”
profumo di Cacao, alias beatrice1973 | 08:13 | commenti (9) sabato, gennaio 13, 2007 "Ahi no! giocava per le pinte aiole, / e arriso pur di vision leggiadre / L'ombra l'avvolse, ed a le fredde e sole / Vostre rive lo spinse. Oh, giú ne l'adre / Sedi accoglilo tu, ché al dolce sole / Ei volge il capo ed a chiamar la madre." (da “Funere mersit acerbo” di Carducci)
Se c'è un delitto che possa esservi ascritto è proprio questo. I coniugi Romano non sopportavano nulla di quei vicini, così diversi. Non si ponevano nemmeno il problema di confrontarvisi in modo maturo, neanche quello di sopportarli (questo significa, appunto, «tollerare»), ammesso che vi fosse nel loro comportamento qualcosa da «sopportare». E' probabile che questa incapacità di accettare gli altri - o certi altri - si radichi in percorsi soggettivi peculiari, sui quali è difficile oggi fare ipotesi. Ma tali, eventuali caratteristiche, vengono esasperate da un contesto sociale e culturale che, come riflesso delle proprie insicurezze, ormai sistematicamente produce intolleranza. Lo strano frutto, che cresce in quel terreno di «banale litigiosità condominiale» di cui parla la procura di Como a proposito del delitto di Erba, si gonfia di questi veleni. Queste ricche province sono sempre più spesso spinte a perdere il controllo di sé, a farsi saltare i nervi, a contatto con ogni diversità. Si comincia con quella maggiore, lo straniero, ma si continua, in una replica infinita, anche con le più prossime. La famiglia di Raffaella Castagna e Azouz Marzouk era il perfetto bersaglio per soggetti avvelenati dall'intolleranza. Bisogna occuparsi di questo, se non si vuole fare come al solito, cioè sgomentarsi un po' di fronte al fatto per poi rimuoverlo in fretta. E' purtroppo probabile che ciò invece accada. C'è un sacco di gente che ha interesse a farlo. Qualcuno lo abbiamo visto all'opera subito dopo la strage. Non gli pareva vero, come nei titoli di tanti grandi giornali, come nell'oscena dichiarazione a caldo di Gasparri (ma non è stato l'unico, e ce ne sono stati anche nel centrosinistra): «Complimenti a chi ha votato l'indulto. Ha fruito di quel provvedimento anche il tunisino che ha massacrato il figlio di due anni, la moglie, la suocera e la vicina ad Erba». Ma non occorrono delitti efferati per scatenare questi favoreggiatori dell'odio, basta molto meno. «Se andando a visitare le tombe dei miei cari vedessi in cimitero anche le sepolture dei fedeli musulmani, mi offenderei», ha detto ieri il presidente leghista della provincia di Treviso. Non sopportare né la diversità dei vivi né quella dei morti: questo è, spesso, il clima. Chi lo alimenta, a volte non si rende nemmeno conto di quanto male fa alla propria stessa comunità, quanto la avvelena nel profondo. Altre volte lo sa benissimo, ed è ciò che vuole: cibarsi dello strano frutto dell'odio e dell'intolleranza. Sono i mostri che abbiamo intorno, ed è proprio la loro banalità che ci sgomenta." GIANFRANCO BETTIN, da "Il Manifesto",
profumo di Cacao, alias beatrice1973 | 17:51 | commenti (13) giovedì, gennaio 11, 2007 "Non esiste il marito ideale. Il marito ideale resta celibe!" (Oscar Wilde) Ho ritrovato una vecchissima mail che mi aveva fatto ridere... MASTER PER UOMINI
L'importo dei corsi è da calcolare in base alle effettive necessità, si offrirà uno sconto per chi vorrà frequentare tutti i corsi. Obiettivo pedagogico: corso di formazione che permetta agli uomini di sviluppare quella parte del cervello di cui ignorano l'esistenza. Programma: 4 moduli di cui uno obbligatorio. ******** Modulo 1: corso obbligatorio ********* 1. imparare a vivere senza la mamma (2000 ore) 2. la mia donna NON è la mia mamma (350 ore) 3. capire che il calcio non è altro che uno sport (500 ore) ******** Modulo 2: vita a due ********* 1. avere bambini senza diventare geloso (50 ore) 2. smettere di dire cretinate quando la mia donna riceve i suoi amici (500ore) 3. vincere la sindrome del telecomando (550 ore) 4. non faccio pipì fuori dal water (100 ore + esercizi pratici con video) 5. comprendere che le scarpe non camminano mai da sole fino alla scarpiera (800 ore) 6. come arrivare fino al cesto dei panni sporchi senza perdersi (500ore) 7. come sopravvivere ad un raffreddore senza agonizzare ******* Modulo 3: tempo libero ********* 1. stirare in due tappe una camicia in meno di due ore (esercizi pratici) 2. digerire senza ruttare mentre lei lava i piatti (esercizi pratici) ******* Modulo 4 : Corso di cucina ********* Livello 1 (principianti): gli elettrodomestici: ON acceso OFF spento Livello 2 (avanzato): la mia prima quick soup senza bruciare la pentola. Esercizi pratici: far bollire l'acqua prima di aggiungere gli spaghetti. +++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++ TEMI DI APPROFONDIMENTO A causa della complessità e difficoltà di comprensione dei temi trattati i corsi avranno un massimo di 8 iscritti. TEMA 1: Il ferro da stiro: dalla lavatrice all'armadio, questo processo misterioso. TEMA 2: I rischi di riempire il portacubetti di ghiaccio. (dimostrazione con supporto di diapositive) TEMA 3: Tu e l'elettricità: vantaggi economici del contattare un tecnico competente per le riparazioni (anche le più elementari). TEMA 4: Ultima scoperta scientifica: cucinare e buttare la spazzatura NON provoca né impotenza ne tetraplegia (pratica in laboratorio). TEMA 5: Perché non è reato regalarle fiori anche se sei già sposato con lei. TEMA 6: Il rullo di carta igienica: "Nasce la carta igienica nel portarullo?" (Esposizioni sul tema della generazione spontanea) TEMA 7: Come abbassare la tavoletta del bagno passo passo. (Teleconferenza con l'università di Harvard) TEMA 8: Perché non è necessario agitare le lenzuola dopo aver emesso gas intestinali. (esercizi di riflessione in coppia) TEMA 9: "Gli uomini che guidano possono chiedere informazioni ai passanti quando si perdono senza il rischio di sembrare impotenti?" (Testimonianze) TEMA 10: I detersivi: dosi, consumi, applicazioni pratiche per evitare danni irreparabili alla casa. TEMA 11: La lavatrice: questa grande sconosciuta. TEMA 12: Differenze fondamentali tra il cesto della roba sporca e il suolo. (esercizi in laboratori di musicoterapia) TEMA 13: L'uomo nel posto del passeggero: "E' geneticamente possibile non parlare o agitarsi convulsivamente mentre lei parcheggia?" TEMA 14: La tazza della colazione: levita da sé fino al lavandino? (Esercizi diretti da David Copperfield) TEMA 15: Comunicazione extrasensoriale: Esercizi mentali in modo che quando gli si dice che qualcosa è nel cassetto dell'armadio non domandi: "in quale cassetto e di quale armadio?" profumo di Cacao, alias beatrice1973 | 21:17 | commenti (6) mercoledì, gennaio 10, 2007
"I desideri sono la cosa più importante che abbiamo e non si può prenderli in giro più di tanto. Così, alle volte, vale la pena di non dormire pur di stare dietro ad un proprio desiderio. Si fa la schifezza e poi la si paga. E solo questo è davvero importante: che quando arriva il momento di pagare uno solo non pensi a scappare e stia lì, dignitosamente, a pagare. Solo questo è importante" (da “Castelli di rabbia” di Alessandro Baricco) profumo di Cacao, alias beatrice1973 | 08:44 | commenti (7) martedì, gennaio 09, 2007 “Toc, toc, toc batte Gennaio/ che è un mese allegro e gaio: / con la neve puoi giocare / e in montagna andare a sciare; / e col freddo che farà / ti consiglio sta cosa qua: / per dormir la buona nanna / cioccolata e tanta panna” (filastrocca) Sono tornata al lavoro, dopo la bellezza di un mese e mezzo. Ora mi attende un periodo intenso e interessante, pieno di attività, scadenze burocratiche, formazione, abbozzo della tesina, ma anche dieta (sono tornata bella tonda come una porcellina) e un po’ di sport. Di pari passo il maritozzo, preso, sì, al Corso che abilita al Sostegno, ma a Firenze! Per lui 6 mesi di su e giù per i treni, considerando anche il giorno di insegnamento nelle campagne di Rovigo e parecchi sabati di lezione. La prospettiva è però degna di sacrifici: cercherà di entrare di ruolo alle Medie. Non sarebbe male essere una coppia di insegnanti: fare un lavoro impegnativo, ma bello, guadagnare piuttosto bene e avere un quantitativo imbarazzante di ferie! Dunque è tempo di rimboccarsi le maniche: questo 2007 promette molte soddisfazioni!
profumo di Cacao, alias beatrice1973 | 15:25 | commenti (5) lunedì, gennaio 08, 2007 “Il nostro silenzio è fatto di canzoni che non abbiamo potuto cantare” (il poeta guatemalteco Luis Cardoza y Aragón) Tra polemiche, discussioni, censure e accuse di plagio, il “nuovo inizio” di “Apocalypto” precipita lo spettatore tra le inquietanti e spettacolari civiltà precolombiane. Però, prima, un chiarimento: questo film che non indaga la fine dei Maya, ma narra semplicemente un pezzetto di vita di un piccolo e mite popolo della giungla, attaccato e conquistato da ben più temibili nemici di città. Attraverso gli occhi e la paura, sconfitta dal coraggio e dall’attaccamento alla famiglia, il valoroso Zampa di Giaguaro torna a casa, sempre coi rivali al suo inseguimento. Dunque nulla di trascendentale o storico (leggermente deluso il maritozzo che s’aspettava un film con ricostruzioni maya e analisi sociali), bensì un formidabile film di azione e avventura, un po’ “L’Ultimo dei Mohicani” con guizzi alla “Rambo”. Insomma, un’appassionante caccia all’uomo, ben confezionata e ben diretta, con oltre due ore di avventura che scorrono via veloci e senza noia. Quanto alla violenza, mah…ci sono scene un po’ crude, ma niente di che. La scena che ci ha impressionato di più è all’inizio del film ed è una caccia al tapiro, con relativo pasto ehm…disgustoso. Per il resto, “The passion” era di gran lunga più impressionante!
profumo di Cacao, alias beatrice1973 | 08:39 | commenti (5) venerdì, gennaio 05, 2007 “Viaggiare deve comportare il sacrificio di un programma ordinario a favore del caso, la rinuncia del quotidiano per lo straordinario, deve essere strutturazione assolutamente personale alle nostre convinzioni.” (Herman Hesse) "GUATEMALA O NON GUATEMALA?” a) la Lonely Planet, alla voce “pericoli e contrattempi”, ci aveva fatto venire le prime paure (“rapine abbastanza frequenti, spesso a mano armata…anche alcuni casi di stupri e omicidi ai danni dei turisti…lungo le strade statali….vari sentieri…) b) il sito curato dal Ministero degli Affari Esteri http://www.viaggiaresicuri.mae.aci.it/?guatemala ci aveva gettato nello sconforto più nero…. c) …e quello dell’Ambasciata USA in Guatemala nel terrore puro: d) poi, però, l’Ambasciata d'Italia a Città di Guatemala aveva risposto alla mia mail con le prime timide e rassicuranti parole : “Allo stato attuale, le aggressioni ai turisti sembrerebbero diminuite rispetto ad alcuni mesi fa…” e) e il gentilissimo personale della "Guatemala Tourist Commission", al telefono mi rassicura, dicendo che, con le opportune attenzioni, il paese non è poi più pericoloso di tanti altri! f) i genitori remano, ovviamente contro, e i miei, specialmente, si chiedono come mai non ci piacciano le vacanze comuni, “quelle che fanno tutti gli altri” g) il punto G strizza l’occhietto e continua a invogliarci, suscitando in noi voglia di giungla, siti, mercatini coloratissima, mare caldo… Dovremo deciderci, prima o poi. ![]() profumo di Cacao, alias beatrice1973 | 11:25 | commenti (8) giovedì, gennaio 04, 2007 “Dobbiamo essere crudeli. Dobbiamo riabituarci ad essere crudeli con la coscienza pulita” (Adolf Hitler) Non ho un numero sufficiente di parole per commentare, con la cattiveria che meritano, la serie incredibile di cazzate che scrive l’opinionista Ida Magli (mi manca il coraggio per definirla giornalista; è più una Fallaci di serie B, senza il talento oratorio o la forza della scrittura della scrittrice toscana ). Linko solo due articoli, giusto per dare un’idea: a) il primo è “Dissoluzione dei limiti”. Ci sono chicche come “…l'Europa questo persegue:la dissoluzione dei propri popoli, oltre che degli Stati. Ha predisposto per tempo la legislazione che ne garantisce l'attuazione: l'invasione di immigrati soprattutto africani e mediorientali e la loro libera circolazione in tutto il territorio; il divieto di giudizio sulle razze, sulle religioni, sui costumi sessuali e il diritto di ciascuno a comportarsi come vuole, il che significa, anche se non è stato detto esplicitamente, il predominio, la libertà dell'omosessualità.Una libertà, nel mondo musulmano africano e medio orientale che gli omosessuali, inclusi quelli italiani, conoscono bene in quanto Marocco, Tunisia, Algeria, Egitto, Turchia, Albania, Grecia, sono state sempre le mete preferite e più vicine dei loro viaggi di piacere” b) il secondo è “Morte di una nazione”. Contiene perle come “Le caratteristiche di un popolo, di ogni popolo, si tramandano a livello genetico, non soltanto fisico ma anche culturale, perché quelle culturali dipendono per prima cosa da fattori biologici. Il tipo di intelligenza, per esempio, la forma mentis, è con tutta evidenza specifica negli individui appartenenti ai diversi popoli. Nessuno si può sbagliare, leggendo un testo di filosofia di un tedesco, e pensare che Kant avrebbe potuto essere italiano o spagnolo o francese...” e anche “Più stranieri circolano, meno figli faranno gli italiani.” Non so. Sarà che ho ancora troppo panettone e troppe bollicine bel sangue, ma davvero, ‘sta roba è davvero troppo indigesta per me! ![]() profumo di Cacao, alias beatrice1973 | 15:29 | commenti (5) mercoledì, gennaio 03, 2007 “Ognuno ha il mondo che si merita. Io forse ho capito che il mio è questo qua. Ha di strano che è normale” (Alessandro Baricco, da “Castelli di rabbia”) Giorni fa “Il Sole 24 ore” ha pubblicato la consueta graduatoria delle province italiane, secondo qualità della vita/tenore di vita. Nella TOP 15 ricompare Sed Town, dopo un brevissimo periodo di offuscamento: SIENA TRIESTE BOLZANO TRENTO BOLOGNA MILANO RAVENNA FIRENZE BELLUNO GROSSETO RIMINI FORLI CESENA UDINE REGGIO EMILIA AOSTA Non male: 3 posti in + rispetto all’anno scorso! Eppure, in passato, abbiamo fatto di meglio: eravamo al 4° posto nel ’96 e nel 2004; al 7° nel 2003; all’ 8° nel 2000, al 10° nel 2002. Ci è di molto peggiorata la qualità della salute e dell’ambiente (colpa per caso degli inceneritori Certo è che l’Emilia Romagna, con 5 città nelle prime 15 d’Italia, si conferma sempre una gran bella regione in cui vivere! profumo di Cacao, alias beatrice1973 | 10:38 | commenti (7) martedì, gennaio 02, 2007 ![]() “E ora accogliamo l’Anno Nuovo colmo di cose mai state” (Rainer Maria Rilke) “E’ la vigilia di riscosse clamorose che si renderanno sempre più evidenti con l’anno che verrà. Nel lavoro, in amore, in ogni ambito. […] L’anno nuovo andrà benissimo, visto che siete ai primi posti della hit parade dei superfortunati. Nel lavoro, dove tutto diventerà oro. In amore, dove farete furore. In fatto di finanze, preda di baldanze. […] Le fortune maggiori potrebbero arrivare da aziende e persone lontane o straniere, durante un viaggio, nel corso di manifestazioni culturali. Intanto, il corpo di ballo delle cicogne ha già deciso di fare la danza delle ore intorno a voi, con fantasia, benevolenza, ed efficacia….” ![]() profumo di Cacao, alias beatrice1973 | 09:30 | commenti (11) |